Marco Lodola – l’artista che…

… considera i critici d’arte un po’ psicanalisti, perché ogni volta che una sua opera andava al giudizio di un critico veniva contestualizzata ed il critico stesso spiegava a lui artista perché aveva fatto la tal cosa. Simpatico, no? Anche perché non sempre un artista nell’atto di creare si pone tante domande. A volte proprio i critici danno spiegazioni illuminanti per gli artisti stessi…… Read More Marco Lodola – l’artista che…

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Henri Matisse, a tutto colore

L’uso del colore in Henri Matisse è quanto di più intenso e vivace si possa vedere in pittura. Faceva un uso dei colori primari senza stemperatura tonale, ai quali accostava i colori complementari proprio per evidenziarne il contrasto. Nelle sue opere il colore è prima di tutto, seguono i dettagli e la prospettiva, infatti i suoi quadri sono tutti strutturati su di un piano bidimensionale.

Henri Matisse apparteneva al gruppo dei Fauves (belve), che come caratteristica aveva l’uso dei colori forti e contrastanti ed era rappresentato dalla solarità e dalla gioia di vivere. Per gli appartenenti al gruppo, i dipinti dovevano comporsi unicamente di colore che nasceva dal sentire interiore. Quindi ciò che un Artista dipingeva erano le sensazioni che provava di fronte all’oggetto che stava per dipingere sulla tela. Spesso la realtà non era rappresentata fedelmente, perché il concetto di arte dei Fauves si discostava dall’imitazione del reale…… Read More Henri Matisse, a tutto colore

Van Gogh, i suoi cieli e il suo tormento interiore

“… la vista delle stelle mi fa sognare …” scriveva Van Gogh; per lui dipingere le stelle è stata, ad un tratto della sua breve vita, quasi un’ossessione e attraverso i suoi cieli stellati, ci ha raccontato i segreti della sua anima, i suoi tormenti e contrasti interiori.

Van Gogh arriva al punto di affermare che la notte è decisamente più ricca di colori rispetto al giorno e per questo, spesso, passa le sue notti ad osservare il cielo.

Muore suicida giovanissimo (37 anni) dopo una vita tormentatissima e solitaria, durante la quale fatica a tessere rapporti sociali, l’unico suo vero confidente è il fratello Theo, con il quale ha un intenso rapporto epistolare. In pochissimi anni realizza più di 1600 fra disegni e dipinti e di questi riesce a venderne, in vita, solo uno. Solo dopo la sua morte ci si renderà conto dell'”immensità” di quest’artista.

Nei suoi cieli c’è una forte intensità espressiva del colore: il blu notturno in netto contrasto con il giallo delle stelle. Le pennellate sono pastose e decise, in alcuni quadri brevi, in altri allungate, come nella famosa Notte Stellata, dove diventano veri e propri vortici di luce, quasi a comunicare tutta la sua inquietudine.
Un’altro esempio del sapiente uso dei colori e della luce di cui Van Gogh era maestro è Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles, nel quale il gioco di rinvii cromatici crea una perfetta armonia. I blu ed i gialli contrastano sia in cielo che nelle figure architettoniche in primo piano nel quadro.
Infine La notte stellata sul Rodano, in cui l’artista riproduce dettagliatamente ciò che vede nell’oscurità: le stelle che si specchiano nel Rodano insieme all’illuminazione della cittadina. La loro luminosità si scontra con un cielo profondo, dipinto in sovrapposizione con il blu di Prussia ed il cobalto. La tela è tutto un luccichio.
Van Gogh è un pittore istintivo, secondo il quale: la pittura riproduce la realtà secondo un impulso primordiale attraverso i colori, tanto da affermare che la realtà è grigia ed è compito del pittore donarle il giusto colore.

I cieli di questo artista sono pervasi da un profondo senso di poesia, dove è tangibile la vitalità e la potenza dell’universo.

…Improvvisa,
la Notte,
la Sinfonia
di tutto ciò
che tace, ora,
nell’attimo
sublime,
che la vita concede
al Sogno,
beffandosi del cruccio
delle gioie mancate,
invidiose, o forse
soltanto figlie,
d’un palpito
di stelle…
Poesia tratta dalla Raccolta
“Le Parole sono stelle”
di Roberto Pellegrini… Read More Van Gogh, i suoi cieli e il suo tormento interiore