La pittura di Mirò…

...una lingua da imparare a leggere. Sicuramente l'amore per l'arte di Mirò non può essere amore a prima vista, per apprezzarla è necessario comprenderla, non è rappresentazione della realtà, è poetica surrealista, fantastica e colorata, fatta di simboli, dove ogni opera è ispirata da una poetica propria, dove il legame tra pittura e poesia, tra segno e parole diventa indissolubile...

Colori: la rubrica di Celine #8

Le sfilate prêt-à-porter primavera/estate 2020 ormai volgono al termine e, nonostante il colore Pantone 2020 sarà ufficializzato il prossimo dicembre, un'idea noi ce la siamo fatta. Facendo un passo indietro, ricordiamo che il coloro dell'anno 2019 è il Living Coral, una tonalità calda e tranquilla tra l'arancione ed il rosa che ricorda proprio il colore dei coralli...

L’estate sta finendo e poi?

Settembre è ormai alle porte, come non dare un occhio al futuro per la scelta del guardaroba che ci accompagnerà durante i prossimi mesi freddi.

Pantone Fashion Color Report, ossia la classifica cromatica dei 10 colori più di tendenza per la prossima stagione, costruita sulle sfilate Autunno inverno 2017/2018 di New York, propone un ventaglio di colori caldi ed avvolgenti, accompagnati da grigi maschili, dove spicca sopra tutti il rosso "Grenadine", a metà tra lo scarlatto ed il corallo...

Ladies & Gentlemen: The Prince of Prints – Emilio Pucci

Emilio Pucci marchese di Barsento nacque a Napoli nel 1914. A vent'anni entrò a far parte della squadra nazionale olimpica italiana di sci e partecipò alle olimpiadi invernali del 1936. Lo sci non era, però, la sua unica passione, egli, infatti, era attirato anche dalla pittura e proprio durante una borsa di studio presso il Reed College (Oregon), dove continuava gli allenamenti sciistici, Pucci disegnò l'uniforme della squadra.

Finì gli studi, si arruolò in aeronautica e parallelamente lavorò come istruttore di sci. Era scritto forse nel suo destino! Lo sci, inesorabilmente, era legato alla sua fortuna e alla sua vita, infatti, dopo aver creato una tuta da sci per un'amica quasi per gioco, la tuta finì sotto l'obiettivo fotografico di Toni Frissell e comparve sul numero di dicembre di Harper's Bazzaar. 

Quando si dice: essere al posto giusto, nel momento giusto...

Manolo Blahnik – The Art of Shoes

"Prego, avanti..."

E' da poco stata inaugurata, a Palazzo Morando - Milano, la mostra "Manolo Blahnik - The Art of shoes" che resterà aperta sino ad aprile, prima di fare poi tappa all’Hermitage di San Pietroburgo, a Praga, a Madrid e in Canada.
La mostra è stata curata da Cristina Carillo De Albornoz che ha dichiarato: “Una calzatura di Manolo Blahnik, di primo acchito, è una creazione che ritrae senza una cornice temporale in modo sublime e armonioso la declinazione cromatica per volumi e per forma e, in secondo acchito, rivela tutta la sua artigianalità, qualità e bellezza. Dato che sono anche, spesso, confortevoli, il rapporto tra forma e funzione sfocia in un equilibrio perfetto. Quando si entra nell’universo di Manolo Blahnik, in questo affascinante labirinto, ci si accorge che il suo lavoro diviene arte”.

L'esposizione è articolata in sei sezioni tematiche, 212 paia di calzature e 80 disegni, che Blahnik ha selezionato dal suo archivio privato fra oltre 30 mila modelli ed è incorniciata dalle sale settecentesche di Palazzo Morando, fra affreschi, arredi d'epoca, in un'atmosfera da sogno.
Partendo dai modelli del 1971 ispirate all'arte di Goya e Picasso, passando a quelle realizzate per il film "Marie Antoinette" di Sofia Coppola, arrivando alle ultime linee tutte realizzate con un estro geniale da questo stilista sognatore, che si è sempre avvalso della sapiente collaborazione di artigiani lombardi.

Arte, moda e artigianato sapientemente miscelati per dar vita a manufatti da sogno perlopiù realizzati senza l'uso di pellame, ma in tessuto: raso, sete pregiate, taffetà, satin, velluto, con l'aggiunta di argento, paillettes e strass ed in un caleidoscopio di colori e forme.
Au revoir Monsiuer Blahnik...