C’è contagio e… contagio

Effettivamente non è facile trovare la quadra con questo nostro nuovo vivere quotidiano. E ce lo aspettavamo… Bere un caffè al bar, stando sempre ben attenti a non perdere le distanze; cibarsi code interminabili all’ufficio postale, per una raccomandata, o al supermarket, per fare la spesa, tra guantini monouso e termometri ultra rapidi, è frustrante, prim’ancora che insolito e assolutamente inimmaginabile, fino a poco tempo fa...

Come sempre…

Eppure è qui tra noi, come sempre; come è da sempre; come sarà sempre… E’ arrivata come se nulla fosse, sorvolando dolori, paure, sofferenze, lutti; sorvolando pandemie maledette; ignorando inutili, quanto tardive, recriminazioni...

Un’ombra lunga…

Tutto dovrà tornare come prima, ma niente (o quasi), potrà restare com’era. Almeno, non in tempi brevi. É questo il paradosso (quelli di Zenone sembrano bazzecole, al confronto), che si nasconde, in realtà, dietro il sipario della tanto declamata “Fase 2”. Non si tratterà, si spera, di “cambiare vita”, ma certamente dovremo tutti “riprendere le misure”…

Crediamoci…

Da una parte, l’acclarata certezza della orribile letalità di questo flagello, il famigerato e odiatissimo Covid-19, dall’altra l’oscura incertezza, circa le sue origini e le sue reali strategie di attacco. In mezzo, nella posizione più scomoda, stritolati tra una notizia incoraggiante...

Come uno tsunami

É mostruoso come questo “tsunami” dal nome esotico – Covid 19 -, abbia letteralmente stravolto le nostre abitudini e, in sostanza, le nostre stesse esistenze che, molto spesso, finiscono per affezionarsi ad un “puzzle” di consuetudini, più o meno tranquille, più o meno care. Come quando, da bambini, per farci un dispetto, l’antipaticone di turno, con un malizioso schiocco di dita, mandava all’aria il castello di carte al quale avevamo “lavorato” tanto…