#5 Guttuso la Crocefissione sul Golgota

Nel 1940 Guttuso affrontò un tema che lo pose immediatamente a confronto con la realizzazione di figure di grandi dimensioni: la Crocefissione sul Golgota. Si trattava di un compitoarduo, ma il pittore vi lavorò con tanto impegno che ne risultò un quadro manifesto. Per sganciarsi dalla tradizione di questo motivo dipinto in mille modi diversi, originariamente Guttuso pensò perfi di ambientare la scena in un inferno, per conferirle un impatto drammatico il più originale possibile. Alla fine scelse lo spazio aperto. Rappresentò le 3 croci in un diagonale l'una dietro l'altra per sfaccettare e limitare i piani dello spazio. Per quanto la costrzione formale sia in debito col cubismo francese essa può tuttavia anche richiamare le antiche fonti italiane. La Crocefissione ebbe una risonanza straordinaria, nel 1942 ottenne il secondo posto al prestigioso Premio Bergamo. Ma ciò ebbe come conseguenza l'alzata di scudi del mondo borghese e della chiesa, che s'indignarono per la figura della Maddalena nuda e stigmatizzarono l'artista siciliano. L'Italia dei giovani intellettuali invece capì benissimo che il dipinto non presentava se non come soggetto apparente il luogo che aveva visto il sacrificio del Figlio di Dio, costituendo in realtà una solenne imago che voleva alludere alla malvagità e al dolore del mondo sconvolto dalle guerre.