Il caveau di Dior e Dior Heritage

Una grande mostra al Musée des Arts décoratifs di Parigi, che resterà aperta sino al 7 Gennaio 2018 racconta i 70 anni della Maison, dalle origini sino i giorni nostri, attraverso le creazioni di Christian Dior e dei suoi successori, in una scenografia spettacolare. A pochi passi dalla sede centrale della Maison Dior, che si trova in Avenue Montaigne al 30, si apre lo scrigno delle meraviglie e delle memorie. Ma facciamo un passo indietro: l'archivio completo della Maison Dio è un luogo "segreto", dove, sotto l'attenta supervisione di Madame Soizic Pfaff, sono conservati 9840 pezzi tra abiti e accessori creati dal 1958 ai giorni nostri. Tutto è bianco, nitido e luccicante tranne il classico grigio-Dior delle scatole etichettate. La direttrice racconta che le scatole sono costruite su misura e senza colla per scongiurare il pericolo di esalazioni che con il tempo potrebbero rovinare i tessuti. Le cappelliere sembrano piccoli dischi volanti con quei 60 centimetri di diametro che permettono di stendere e sollevare con entrambe le mani protette dai guanti di cotone bianco anche i modelli a larghe tese...

“Da Giotto a de Chirico – I Tesori nascosti”

La mostra in corso presso il Castello Ursino di Catania, fruibile fino al 20 Maggio 2018, che porta la cura di Vittorio Sgarbi ed il patrocinio del Comune della città etnea, ha l'obiettivo di raccontare lo svolgimento della storia dell’arte italiana. Partendo da Giotto, che ha rinnovato la pittura - così come Dante, suo contemporaneo, è considerato il padre della lingua italiana - fino a giungere a Giorgio de Chirico che, affascinato dell’arte antica, fu il principale esponente della pittura metafisica, attraverso la quale tentò di svelare gli aspetti più misteriosi della realtà...

Al MEF di Torino: I Tarocchi dal Rinascimento ad oggi

Da qualche giorno e fino al 14 Gennaio 2018, presso il Museo Ettore Fico di Torino, è in corso un'esposizione particolarissima, interamente dedicata ai Tarocchi, dalla loro nascita in Italia, circa a metà del quattrocento, sino ad oggi. Un vero e proprio viaggio che, con l'aiuto di libri, stampe, immagini, testi e supporti audiovisivi,  permette di scoprire i Tarocchi in tutti i loro aspetti: storico, artistico, letterario, oltre che magico e divinatorio...

Vogue Fashion’s Night Out

Quest'anno l'unica tappa italiana della famosa Vogue Fashion's Night Out sarà Milano. La data pianificata è il 20 settembre. Tutte le più importanti griffe e boutique della città resteranno aperte dalle 19,00 alle 22,30 e regaleranno shopping e capsule collection a tutti gli appassionati di moda. L'evento che precede di un solo giorno la settimana della moda, che si terrà a Milano da 21 al 27 settembre, coinvolgerà le seguenti zone: via Montenapoleone, via Manzoni, via della Spiga, corso Venezia, corso Vittorio Emanuele, corso Genova, l’intero quartiere di Brera e corso Como, piazza Gae Aulenti e il quartiere di Porta Nuova. Vi saranno iniziative collaterali come il Fashion Film Festival Milano con la realizzazione di dieci fashion film dedicati a dieci brand italiani e realizzati da giovani registi del panorama internazionale. L'evento è organizzato da Vogue Italia e dal Comune di Milano ed ha anche uno sfondo benefico: tutti i p roventi raccolti saranno destinati all'Istituto Monzino per il progetto "Monzino Donna", che ha l'obiettivo di seguire le donne con fattori di rischio cardiovascolare. Franca Sozzani, Direttrice di Vogue Italia, nominata ambasciatrice dell'Onu per la moda nel mondo ha dichiarato: "Abbiamo voluto focalizzarci su Milano per sottolineare il momento particolarmente felice che sta vivendo questa città nel panorama internazionale della moda"

Belgio e Giappone, 150 anni di amicizia

Il Tappeto di Fiori, organizzato ogni due anni (anni pari), realizzato sul pavè della Grand Place di Bruxelles celebra quest'anno i 150 anni di amicizia fra Belgio e Giappone. Il tappeto di fiori è composto da 600.000 begonie colorate, disposte da abili mani di giardinieri volontari in una composizione raffigurante fiori, uccelli, vento e luna. L'arazzo trae ispirazione dalle rappresentazioni illustrative giapponesi che simboleggiano il mutare delle stagioni e il passaggio del tempo. Un'associazione senza scopo di lucro riunisce architetti, grafici, designer e giardinieri e ogni due anni, realizza un puzzle gigante ed emozionante in meno di un giorno di lavoro, ogni volta con un tema diverso. Così descrive l'illustrazione di quest'anno, Masafumi Ishii, Ambasciatore del Giappone in Belgio: ‘Il tappeto di fiori in mostra nel 2016, mostra la natura nella tradizione giapponese con i suoi numerosi buoni talismani portafortuna: fiori, uccelli, il vento e la luna che sono i simboli della bellezza naturale (kacho- Fugetsu); koi (carpe giapponesi) rappresentano la forza e la crescita; alberi di pino e bambù sono segni di buon auspicio; ed i fiori di ciliegio, ovviamente. ‘ Un fiorista in pensione descrive che vi sono piccole linee disegnate dappertutto e che fanno da guida per la disposizione dei fiori: qui rosa, qui blu, là bianco, in un turbinio di colori che a lavoro realizzato emozionano i visitatori e che varrebbe la pena di vedere almeno una volta nella vita.

Museo delle Rose – Pechino

A Pechino ha aperto il Museo delle Rose, un museo unico al mondo nel suo genere. La sua struttura architettonica è veramente coinvolgente, l'intera costruzione è avvolta in un "involucro" di acciaio inox intagliato che riproduce in maniera stilizzata un modello di rosa cinese. L'obiettivo era quello di creare con quest'architettura un ponte fra la storia e la modernità, fra la tradizione e l'arte. La rosa è da sempre reputata simbolo di completezza: rappresenta la profondità della vita, la bellezza, la grazia, la felicità. Per la sua affinità con la forma geometrica del cerchio, ossia una cosa che non ha inizio, nè fine, alla rosa si associa un significato di ciclicità, di divenire, di traslare nel tempo. Ciclicità come ciclico è il susseguirsi del giorno e della notte, la notte che segue il giorno e che attraverso un cielo stellato ci parla, ci accompagna nella ricerca della giusta rotta nel mare della vita. Il museo, al calar della sera, attraverso il gioco di luci e ombre in continua evoluzione, diventa un luogo di riflessione; la sua facciata, che durante il giorno crea giochi di ombre al suo interno, durante la notte inverte la via e illuminandosi dall'interno entra in sintonia con l'immensità del cielo stellato che parla a colui che, attento, lo osserva alla ricerca di un messaggio silenzioso, come ben descritto nel quaderno di Poesie "Le Parole sono stelle" di Roberto Pellegrini, del quale ne consiglio la lettura.

Illusion by Afarin Sajedi

Fino al 30 maggio p.v., presso la Dorothy Circus Gallery Via dei Pettinari 76 a Roma, sarà possibile visitare la mostra "Illusion" di Afarin Sajedi. La pittrice nasce nel 1979 a Shiraz in Iran e frequenta l'Accademia a Teheran, crescendo con la passione per l'arte europea. "Fin da bambina - dichiara Afarin - mi ossessionava l’arte cristiana, quella che si trova nelle chiese e poi nei grandi palazzi nobiliari, con raffigurazioni di Dio, del Cristo e dei Santi". Sajedi dipinge figure femmini dalla carnagione chiara che ricordano vagamente donne del rinascimento non certo una donna iraniana. "Spesso in Iran mi domandano perché non dipingo figure dalla pelle olivastra e occhi e capelli scuri, come me, e io rispondo che questa è la mia donna interiore. Un artista non deve fare arte per il suo paese, ma cercare di trovare un linguaggio universale. Ma non è facile capirlo. Succede anche all'estero, si tende a preferire l'arte politica iraniana, ma io la trovo limitante. L'arte va al di là della politica" spiega Afarin. "La fine delle sanzioni porterà ad un cambiamento? Finché ci sarà un regime la vedo dura, non c'è libertà di espressione. Tutti i giovani, soprattutto le donne, cercano di scappare dall'Iran e difficilmente ci tornano. Viviamo in una società fortemente contraddittoria: da una parte c'è una legge repressiva, dall'altra internet, il mondo esterno, il naturale desiderio di ribellione che ci porta a dover vivere perennemente con una maschera indosso", conclude: "Nonostante prediliga soggetti femminili parlo anche agli uomini. Voglio rappresentare l'umanità. L'amore, la sofferenza, la frustrazione, il desiderio, sono sentimenti che ci accomunano. Lavorare sulle differenze tra uomini e donne sarebbe disumano". Il fruitore, visitando questa mostra, verrà calato nella surreale atmosfera delle nuove opere realizzate da Sajedi. I dipinti, sono caratterizzati da una figura femminile centrale che emerge da uno sfondo delicatamente colorato, spesso interrotto da elementi naturali che attraversano lo scenario. Suggestioni ed emozioni vengono comunicate dai volti raffigurati sulle immense tele. Illusione e pace intese come atto di sognare e amare, ogni elemento è enigmatico, sospeso, indefinito, costantemente al limite tra realtà e immaginazione. Precedentemente i volti apparivano su sfondi scuri che emanavano sofferenza, in questa nuova produzione artistica le figure prendono vita su sfondi delicatamente colorati e appaiono quiete. La serie comincia con un profilo, da cui spicca un pesce, che diventa copricapo insolito. Si passa poi alla prima vista frontale, dove la donna ha gli occhi chiusi, raccolta e pensierosa, coperta da un copricapo che sembra proteggerla. Gli occhi sembrano concentrarsi esclusivamente sul pesce disteso sotto il mento della donna. Nella seconda opera frontale, il volto guarda dritto negli occhi il visitatore, sembra voler attendere qualcuno con cui comunicare. In quest'opera scompare il pesce dalla scena. Infine la stessa donna in un posizione asimmetrica, coperta da un elmo che la sovrasta. I suoi occhi sono coperti da occhiali da sole, che trasmettano quasi la volontà della donna di voler interrompere la volontà di confidare. Oltre a queste grandi tele, Afarin Sajedi espone dei piccoli lavori che mostrano un suo approccio all'arte decisamente differente.

Valextra e Lorenzo Vitturi

Milan Design Week Valextra, in occasione della settimana del Design milanese ha presentato il progetto InsideOut di Lorenzo Vitturi. Vitturi ha reinventato il mondo degli accessori di Valextra come un gioco di colore astratto. Opponendo caos e ordine grafico Vitturi incarna lo stile ed il design di Valextra, mescolando fotografia e scultura in un'installazione di tecnica mista. Composizioni organiche, colori brillanti, invadono lo spazio negozio Valextra.

Missoni, Knitown

Milan Design Week Knitown coniuga moda, design e maglia Missoni. Un paesaggio astratto, surreale. Uno skyline in scala domestica di edifici, dai muri morbidi e colorati, ricoperti da tessuti di maglia emblematici e diversi. Una città gentile, invitante, pervasa di suggestive sonorità, che affascina e seduce i sensi. È una KNITOWN a onde e a zigzag, a righe e a greche, in cui si coniugano la memoria e la vitalità nel presente del linguaggio Missoni. Una moda che diventa mondo, trama di indoor e outdoor variopinti e gioiosi. Fantasia di accordi cromatici, disegni e note musicali. Knitown è uno scenario concepito dall'artista Aldo Lanzini con la direzione creativa di Angela Missoni.