Se voglio… posso?

“Nulla è impossibile: ci sono strade che conducono a ogni cosa e se noi avessimo sufficiente volontà, avremmo sempre mezzi sufficienti.” Quando abbiamo un desiderio “impossibile” da realizzare; quando vorremmo “costringere” i nostri sogni a diventare la parte migliore della nostra realtà, il primo passo da compiere dovrebbe essere farne un “obiettivo”. Dovremmo, cioè, smettere di “volare”, in attesa passiva, rinchiusi nella bolla delle nostre fantasie, per dare respiro alla voglia di fare, alla concretezza, quella fatta di “sudore”, maniche rimboccate, e testa bassa...

“C” come…, fortuna!

È risaputo, non lo scopro io: nella vita ci vuole fortuna. Anche in amore ce ne vuole tanta. Sì, ma quando parliamo di sentimenti, quella che tiriamo in ballo non è la stessa fortuna che spereremmo di portarci addosso nelle trasferte al Casinò; non è la famosa fortuna con la “C” maiuscola, quella che riempie i calzoni, per intenderci... È qualcosa di più…

Destino? Disegno Celeste? Chiamatela come volete, il concetto resta lo stesso.

Vi siete mai chiesti quante persone si incontrano in un anno? Tante, sì…

E in una vita? Centinaia, migliaia… Infiniti intrecci di sguardi, per lo più “frecce” scagliate nel vuoto… Perché una soltanto è quella che riuscirà a indicarci la “rotta” per la felicità… Tutto sta ad incrociarne la “traiettoria” ed accorgesi l’uno dell’altra…

La leggenda del Maneki Neko

C’era una volta un tempio, chiamato Tempio di Gotoku, situato in un quartiere povero di Edo (oggi Tokyo). Era un tempio malandato e trascurato; il salone principale era privo di splendore e il suo altare era ridotto a un semplice pezzo di legno.

All’interno di questo decadente edificio un monaco tre volte al giorno, rivolto verso l’altare, pregava col capo rivolto verso terra e recitava preghiere dopo preghiere. Il monaco non aveva mai perso la speranza che quel luogo potesse ritornare all’antico splendore, e pregava di poter trovare fondi a sufficienza per poterlo restaurare...