I grandi artisti che …

... si sono cimentati con i gioielli. La gioielleria è sicuramente una forma d'arte, ma forse non tutti sanno che molti grandi artisti (pittori, scultori, ...) si sono misurati con l'arte del gioiello, lasciandoci in eredità capolavori che testimoniano la contaminazione tra le arti...

“Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti”

A partire dal prossimo 12 ottobre e sino al 19 febbraio 2018, presso la Sala del Senato di Palazzo Madama a Torino, andrà in scena la mostra "Gianfranco Ferré. Sotto un'altra luce: Gioielli e Ornamenti", curata da Francesca Alfano Miglietti.

Gianfranco Ferrè, architetto della moda, ha sempre fatto emergere, enfatizzato e fatto brillare l'anima delle donne, non solo attraverso i suoi abiti, ma anche attraverso i gioielli intesi come oggetto per il corpo, creati su misura con materiali preziosi come pietre lucenti, oro, argento, vetri di Murano, cristalli swarovski, ecc...

“Tesoro sotto i lapilli. Arredi, affreschi e gioielli dall’Insula Occidentalis”

Nell'Antiquarium degli scavi di Pompei ha preso il via l'11 Settembre scorso e sarà fruibile sino al 31 maggio 2018, la mostra "Tesoro sotto i lapilli. Arredi, affreschi e gioielli dall'Insula Occidentalis"; una vera testimonianza del gusto, tipicamente romano, di abitare fastose dimore.

Affreschi da incanto, mosaici pavimentali con marmi colorati e spettacolari giochi d'acqua, faranno da corona ai gioielli...

Elie Saab – “The Brith of light”

Al Pavillon Cambon Capucines Elie Saab presenta la sua collezione Haute Couture Primavera/Estate 2017 dal titolo "The Brith of light".

Una collezione estremamente sofisticata, elegantissima e declinata in colori delicatissimi, ricca di drappeggi e ricami gioiello, caratteristica, questa, sempre presente nelle collezioni Haute Couture della Maison, lunghi spacchi rendono il tutto sexy-chic.

Elie Saab è uno tra gli stilisti più apprezzati dalle principesse e principeschi sono i suoi abiti che ci trasportano in un viaggio in Oriente da mille e una notte. Metri si seta e chiffon che si dipanano in mantelle e strascichi trasformati in capolavori di alto artigianato.

Femminilità esaltata anche negli accessori e da splendide fasce che raccolgono le acconciature.

E per finire, una sposa luminosissima che sembra fluttuare nel vento del deserto.

Ancora una volta Mr. Saab fa vibrare l'anima.

Carole Tanenbaum, una vita dedicata ai gioielli vintage

Carole Tanenbaum è nata e cresciuta a New York, ma ora vive in Canada. Grande appassionata d'arte da sempre, ha virato verso il mondo del collezionismo dei gioielli vintage senza fatica ed è arrivata a selezionare e catalogare più di 20.000 pezzi.

La sua collezione è ormai famosa in tutto il mondo e raccoglie pezzi di stilisti del calibro di Chanel, Dior, Schiaparelli, Lanven e tanti altri; le sue conoscenze del mondo del gioiello vintage è tale che Carole tiene spesso conferenze ed ha anche pubblicato un libro "Fakes Fabulous: la passione per la bigiotteria d'epoca".

Il suo mondo è un grande caleidoscopio dove gemme colorate si incontrano e affascinano.

Lei stessa, ovviamente, adora indossare questi gioielli, sia nella vita quotidiana che durante eventi speciali e dichiara che indossarli la fanno sentire unica.

Il tutto è nato durante un viaggio a Londra dove acquistò circa una ventina di pezzi che diedero inizio a tutto. Si trattava di una collezione degli anni '30/'40 fra i quali c'era una delle prime collane Chanel composta da fiori in vetro soffiato.

Carole dichiara di acquistare solo pezzi che incontrano il suo gusto e consiglia a chi si avvicina al collezionismo di gioielli vintage di non lasciarsi catturare dal designer che lo ha creato ma dalla manifattura, dall'originalità e dalla condizione del pezzo stesso.

Mrs. Tanenbaum considera una collana ed un bracciale in bachelite blu e rossa con un motivo di cavalli, i pezzi più preziosi di tutta la sua collezione. E' certa che siano unici oltre ad averle prosciugato il conto in banco all'atto dell'acquisto.

Secondo Carole ogni donna appassionata di vintage dovrebbe possedere: una collana molto coreografica, una serie di bracciali anche indossabili insieme, almeno qualche spilla e qualche paio di orecchini.

Pilgiò, l’orafo che scolpisce la materia

A Milano in Via Caminadella 6 si trova il negozio di Antonio Piluso. Antonio è di origini calabresi, ma è nel capoluogo lombardo, dove vive dal 1960, che impara la sua arte e nel 1982 apre un suo laboratorio dando, di lì a poco, vita al marchio Pilgiò.

Più che orafo, definirei Piluso un'artista della materia che sotto le sue mani sprigiona energia dando vita a monili unici ed incantevoli.

Le collezioni si susseguono, ognuna espressione di messaggi precisi e particolari.

Incontriamo Tracce: fili di bronzo, argento e oro intrecciati a creare gioielli nello stesso modo in cui la memoria combina i ricordi per ricomporre la storia.
Inclusioni: Piluso sperimenta l’utilizzo dei materiali di recupero e pinze, mandrini, lime, chiodi vengono combinati a scorie di ferro e inseriti nella composizione come frammenti della storia dell’uomo.
Oro Muto: composta da monili nei quali la superficie della materia è trattata in modo da risultare scabra e spugnosa e la lucentezza dell’oro viene smorzata mediante ossidazione: il metallo reagisce al fuoco e all’aria che lo plasmano e ne intaccano la superficie modificandone il colore, dal bianco della cenere e della polvere, al nero della roccia lavica, dal grigio pietroso del tufo o del cemento, al rosso dell’argilla e della terracotta, al bruno della terra, prestandosi, ancora una volta, a originali accostamenti con rubini, zaffiri, diamanti, corindoni stellati ma anche con le perle, bianche o nere. Con questa collezione il castone è superato e la pietra viene inglobata direttamente nella materia, che si presenta come un magma raffreddato e indurito.
Ombre: All'effetto della collezione Oro Muto si aggiunge l'intarsio che disegna sulla superficie accentuate zone d'ombra. È la vita che si rivela nella materia e che l’uso del gioiello contribuisce ad alimentare. Infatti, attraverso la reazione chimica tra il metallo e la pelle, la superficie del monile si trasforma, modificando nel tempo i suoi colori a seconda del pH, raccontando lo stato d’animo di chi lo indossa.
Scorie: Si recupera lo scarto della lavorazione del ferro, del rame e dell'acciaio per un più nobile destino.
Mattoni: la passione per la materia e la vocazione al lavoro manuale, eredità lasciata dal padre muratore, caratterizzano questa collezione, realizzata insieme alla sorella Giuseppina. Nei pezzi unici di questa serie, Pilgiò esalta frammenti di utensili e manufatti, cioè gli elementi del lavoro umano ai quali attribuisce il vero valore rispetto ai metalli preziosi che fungono da semplice supporto.
L’originalità di queste piccole/grandi sculture hanno consentito ad Antonio Piluso di essere conosciuto a livello internazionale.

L’anello cocktail

L’anello cocktail è caratterizzato solitamente da una grande pietra o da una montatura molto vistosa. Le sue origini risalgono agli anni '20 ed è in stretta relazione con il Proibizionismo. Popolarissimo negli anni '50 torna più che mai in voga ai giorni nostri e le donne lo amano.

Durante l'era del Proibizionismo in America, le leggi severe sul consumo dell'alcool scatenarono piccole forme di ribellione e l'anello cocktail fu in parte riconosciuto come tale perchè le donne lo indossavano in occasione di feste dove si faceva uso di alcool e non passavano certo inosservate.

Con la fine delle restrizioni, a partire dagli anni '50, i party dilagarono e l'anello cocktail divenne un gioiello molto usato.

Si indossa solitamente sulla mano destra perchè le donne di quel tempo, per ordinare i cocktail, alzavano la mano destra mettendo in mostra il loro gioiello.

Attualmente i design dei cocktail ring sono molto cambiati, ma continuano ad essere molto in voga fra le donne che amano unire eleganza ed originalità, nonchè farsi notare.

Gli anelli cocktail sono perfetti per impreziosire e rendere chic qualsiasi outfit, basta saperli scegliere e abbinare nel modo giusto.

Il mio suggerimento è di utilizzare questo genere di anello con abiti tinta unita, evitando le vistose fantasie: sarebbe troppo.