… e da domani conto alla rovescia

Quest'anno, sul blog, una piccola novità ci accompagnerà al Natale. Ogni giorno avremo un appuntamento all'interno del quale "apriremo" virtualmente una finestrella del Calendario dell'Avvento e come in ognuno di questi calendari troveremo una piccola sorpresa. Nel nostro caso, quotidianamente, scopriremo: una fiaba, una leggenda, una tradizione con attinenza alla neve, al ghiaccio o al … Leggi tutto … e da domani conto alla rovescia

Noh Hagoromo e la leggenda di Tennyo

“Molto tempo fa, in quello che è oggi Shizuoka, un pescatore di nome Hakuryō camminava lungo le spiagge coperte di pini della penisola di Miho. Era una bella mattina di primavera e Hakuryō si fermò per un momento per ammirare la bella sabbia bianca, le onde scintillanti, le nuvole lanuginose e le navi da pesca sulla baia. Una piacevole fragranza riempiva l’aria, e sembrava che la musica eterea stava ballando sui venti. Qualcosa colpì l’uomo: drappeggiato su un vicino ramo di pino c’era un abito dal tessuto più splendido che avesse mai visto. Era fatto di un materiale morbido e di penne ed era tessuto in colori fantastici. A quel punto l’uomo decise di portarlo a casa e mantenerlo come un’eredità familiare...

Il Monte Koya o Koyasan

All’interno di uno scenario stupefacente, attorniato da otto vette ricoperte da fitte foreste di cedri, si trova un altopiano dove sorge il complesso monastico del Koyasan o Monte Koy, ci troviamo nella Penisola di Kii – prefettura di Wakayama, in un luogo che dal luglio del 2004 è stato inserito fra i siti considerati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco...

Saturnia e le leggende sulle sue origini

Ci troviamo nell'entroterra collinare della Maremma Toscana, con più precisione nel territorio comunale di Manciano - GR, di cui Saturnia è una frazione. Le leggende sulle sue origini si perdono nella notte dei tempi, tanto da considerarla la città italica più antica. Sicuramente esisteva ai tempi degli Etruschi, a quel tempo sotto il nome di Aurinia, furono infatti poi i Romani a ribattezzarla con il nome Saturnia...

Agropoli e le sue leggende

"E che cos’è quell’alta rupe che ci appare lastricata fino in cima da campicelli come da un elegante geometria? E perché l’erba, quasi azzurra su quella rupe, trascolorisce irrequieta, come da un sottopelle di tatuaggio a una scorticatura smaltata? Ne vedrò più tardi l’altra anca, nuda e scabra: è la punta di Agropoli, e, come un canguro, sulla sua pancia, nascondendola al mare, porta la sua città: un’unica strada che le case fanno stretta, che bruscamente diventa quasi verticale, e ci offre una prospettiva di gente sparsa in moto." Così Giuseppe Ungaretti ritrasse Agropoli nella sua opera “Il deserto e dopo” . Egli visitò il borgo all'inizio degli anni trenta, ne fu rapito e non mancò di definire il Cilento una “terra ospitale, terra d’asilo!”...