Henri Matisse, a tutto colore

L'uso del colore in Henri Matisse è quanto di più intenso e vivace si possa vedere in pittura. Faceva un uso dei colori primari senza stemperatura tonale, ai quali accostava i colori complementari proprio per evidenziarne il contrasto. Nelle sue opere il colore è prima di tutto, seguono i dettagli e la prospettiva, infatti i suoi quadri sono tutti strutturati su di un piano bidimensionale. Henri Matisse apparteneva al gruppo dei Fauves (belve), che come caratteristica aveva l'uso dei colori forti e contrastanti ed era rappresentato dalla solarità e dalla gioia di vivere. Per gli appartenenti al gruppo, i dipinti dovevano comporsi unicamente di colore che nasceva dal sentire interiore. Quindi ciò che un Artista dipingeva erano le sensazioni che provava di fronte all'oggetto che stava per dipingere sulla tela. Spesso la realtà non era rappresentata fedelmente, perché il concetto di arte dei Fauves si discostava dall'imitazione del reale...

Ladies & Gentlemen: The Prince of Prints – Emilio Pucci

Emilio Pucci marchese di Barsento nacque a Napoli nel 1914. A vent'anni entrò a far parte della squadra nazionale olimpica italiana di sci e partecipò alle olimpiadi invernali del 1936. Lo sci non era, però, la sua unica passione, egli, infatti, era attirato anche dalla pittura e proprio durante una borsa di studio presso il Reed College (Oregon), dove continuava gli allenamenti sciistici, Pucci disegnò l'uniforme della squadra. Finì gli studi, si arruolò in aeronautica e parallelamente lavorò come istruttore di sci. Era scritto forse nel suo destino! Lo sci, inesorabilmente, era legato alla sua fortuna e alla sua vita, infatti, dopo aver creato una tuta da sci per un'amica quasi per gioco, la tuta finì sotto l'obiettivo fotografico di Toni Frissell e comparve sul numero di dicembre di Harper's Bazzaar.  Quando si dice: essere al posto giusto, nel momento giusto...

Annodare e trasformare, ossia creare ed abbigliare

Estate... tempo di vacanze, di viaggi e... ahimè di bagagli. Ogni qual volta ci si trova alle prese con la preparazione delle valigie ci imbattiamo nel dilemma di come trovare un modo per non farci mancare nulla nel periodo di ferie e nel contempo nel limitare il più possibile la quantità di cose da "insaccare". Se poi ci si muove in aereo, si deve fare i conti anche con il costo dell'eccedenza bagaglio, che in alcune compagnie è alquanto "salata". Uno dei modi più semplici per ovviare a tutto questo è dotarsi di teli e foulard di varie misure, che occupano uno spazio veramente minimo, lasciarsi coinvolgere dalla voglia di creare e trasformarli ogni volta in un capo di abbigliamento o in un accessorio tutto nuovo, attraverso la tecnica del furoshiki...

Le Galapagos d’Oriente

La prefettura di Tokyo è alquanto estesa, ma forse non tutti sanno che, a circa 1000 Km a sud di essa, esiste un arcipelago di isole, parte della stessa giurisdizione politica, dove gli abitanti non conoscono la neve. Si tratta delle 30 isole Bonin facenti parte del villaggio Ogasawara, solo due di esse contano una popolazione permanente e sono: Chichijima e Hahajima. Questo arcipelago adagiato nel Pacifico e territorio giapponese, in realtà però fu colonizzato da un gruppo di europei e di hawaiani, che vivevano a Chichijima, conosciuta ai tempi come Peel Island, era il 1830...

Il Monte Fuji, l’immortale

Il Monte Fuji è un vulcano alto 3776 m, molto celebre e considerato dai giapponesi sacro, tanto da diventare uno dei simboli della nazione. E' situato nell'isola di Honshuu, un centinaio di chilometri da Tokyo. C'è chi dice che il Monte Fuji sia un Kami = Dio, altri che sia la sede di un Kami, altri ancora che sia semplicemente il simbolo di un Kami, tutti, però, per via della sua attività vulcanica, lo identificano con qualcosa di divino. La tradizione shintou associa le anomalie elettromagnetiche e del campo gravitazionale che si registrano in alcune zone del Fuji con delle invisibili energie mistiche in movimento che sboccerebbero da tre grotte segrete e che rappresentano il passato, il presente ed il futuro...

L’Ikebana, l’arte di comporre i fiori

L'ikebana è un’arte antica dalle caratteristiche non solo artistiche, ma soprattutto spirituali, che anticamente veniva chiamata Kado (via dei fiori). Da principio era praticata soprattutto dalla classe sacerdotale, che rendeva omaggio agli dei attraverso queste composizioni floreali, con il passare del tempo venne pian piano praticata da tutti. Nacque circa 600 anni fa con caratteristiche un poco diverse dall'ikebana che conosciamo ai giorni nostri. Con lo scorrere del tempo, ciò che all'inizio era solo una composizione, nemmeno molto perfetta, si passò a curarne l'estetica, fu così che venne fondato lo stile chiamato Rikka (fiori dritti) nel quale vi era l'utilizzo di steli dritti e di almeno sette tipi di fiori: il più alto rappresentava il Cielo ed, a scendere, ogni fiore, racchiudeva un significato particolare (monti, cascate, valli)...

I Samurai, il codice Bushido e il Kembu

La conformazione geografia del Giappone ha contribuito a mantenere a lungo caratteristiche e modi di vivere particolari, ecco perché l'età del feudalesimo durò fino all'Ottocento. Proprio in questa età si colloca la casta aristocratica dei samurai; il termine samurai significa dipendente e può essere sostituito da bushi (famiglia militare), ossia nobile addestrato all'uso dell'arco e della katana, al servizio di un daymo (Grande Signore dell'Impero Giapponese.)...

Nishikigoi ossia le meglio conosciute carpe koi

Ben due leggende ruotano intorno a questo amatissimo pesce di origine orientale, simbolo di perseveranza, coraggio e longevità. La prima racconta che una carpa risalì tutto il fiume Giallo, raggiunse la cascata chiamata Porta del Drago e, perseverando, superò pericoli ed ostacoli, riuscendo a superare la cascata ed a raggiungere la sorgente. Fu tale il suo coraggio che gli dei impressionati la trasformarono in un drago immortale. La seconda leggenda è quella di Kintaro o bambino d'oro, il quale, abbandonato dalla madre, fu allevato da una maga di montagna (yama-uba) e vivendo in mezzo alla natura sviluppò una grande forza, tanto da diventare in seguito un samurai al servizio del principe Minamoto no Yorimitsu...

Il Tempio Senso-ji di Asakusa

Il quartiere di Asakusa è uno tra i più antichi e pittoreschi di Tokyo, resistito a terremoti ed incendi. Considerato ad inizio del secolo scorso come il quartiere dei divertimenti, nel quale si trovavano alcuni teatri dove si faceva il Kabuti e dove si incontravano le cortigiane. Oggi, passeggiando al suo interno, si respira aria di tradizioni: le case hanno architetture diversi e vi sono tantissimi negozi tradizionali e tipici ristoranti. “La compassione non è per gli altri” cita un proverbio giapponese e proprio all'interno del quartiere di Asakusa sorge il Tempio più antico e più grande di Tokyo: il Senso-ji, dedicato alla dea Kannon o dea della misericordia...

La Principessa Crisantemo

In Giappone il crisantemo è il fiore nazionale e la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall'Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, permettendo a tutti gli invitati di vedere le più recenti varietà di tale fiore. Il Giappone è stato il primo a creare un giardino dedicato esclusivamente alla coltivazione di crisantemi e visitando il paese del Sol Levante, se ne possono osservare alcuni molto belli...