Giovanni Segantini – Il divisionismo ed il simbolismo

“L’arte modena deve dare delle sensazioni nuove… Ciò che si vede si deve sentire e riprodurre con vita personale. Sotto il pennello il colore deve essere intenso ma puro perché la luce sia profonda e viva. Ci vuole evocazione continua, continuo miraggio” – Giovanni Segantini

Giovanni Segantini nacque austriaco nel 1858, visse italiano, morì svizzero e fu il maggiore pittore divisionista italiano; ebbe un’infanzia difficilissima, restò orfano di madre piccolissimo e conobbe anche il riformatorio…… Read More Giovanni Segantini – Il divisionismo ed il simbolismo

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Paul Gauguin e la sua incessante ricerca del paradiso perduto

“La solitudine non è consigliabile a tutti,
perché bisogna essere forti per sopportarla e per agire da soli”
soleva dire Paul Gauguin.

Infatti anche lui, come Vincent Van Gogh, incarnava alla perfezione l’immagine dell’artista solitario, che non viene compreso dai sui contemporanei.

Gauguin nacque a Parigi nel 1848, piccolissimo, insieme alla famiglia, emigrò in Perù dove rimase orfano di padre prestissimo, tornato con la madre in Francia e terminati gli studi, si arruolò nella marina militare francese, seguendo la sua passione per il mare.
Dopodiché, rientrato a Parigi, cominciò a dipingere come autodidatta, si sposò e nacquero ben cinque figli.

Seppur affascinato dalla luce dell’impressionismo, ricercò un modo libero di espressione, forte della sua convinzione: “Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione!”
Perennemente insofferente di fronte alla società borghese, dopo aver perso il lavoro, si allontanò da Parigi alla ricerca di luoghi più consoni al suo istinto primitivo e naturalistico. E’ proprio in questo periodo che decise di dedicarsi completamente all’arte che prima coltivava solo come passa tempo. Incontrò Vincent Van Gogh, amico/nemico, che considerava un cuore buono, ma malato.

Convinto che la realtà viene immortalata dalle fotografie e non dalla pittura, dipinse tele con colori irrealistici e con scene spesso frutto di sue visioni fantasiose.
Si allontanò sempre più dall’impressionismo usando il pennello in modo completamente differente e contornando le figure con una ben definita linea nera.
Nel 1895 vendette quel poco che possedeva e decise di trasferirsi a Tahiti dove convisse con Pahura, una quattordicenne indigena che gli darà un figlio, purtroppo destinato a non sopravvivere.

Sempre controcorrente si dichiarò apertamente contrario ai missionari cattolici ed ai colonialisti, questo gli procurò non pochi guai, sino ad essere condannato a tre mesi di prigione, periodo di reclusione che non sconterà per via della sua morte sopraggiunta nel maggio del 1903. La sua tomba venne ritrovata solo 20 anni dopo.
Paul Gauguin è stato considerato da molti il padre del simbolismo per via del suo modo di dipingere ricco di simboli e visioni.

Molto probabilmente la sua ricerca sul significato della nostra esistenza è rimasta senza risposta, come si evince da una delle sue ultime tele dal titolo “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”.… Read More Paul Gauguin e la sua incessante ricerca del paradiso perduto