Il paradosso di René Magritte

René Magritte, maestro del Surrealismo, cominciò la sua carriera come grafico, possedeva, di conseguenza, la capacità di comunicare in modo sintetico concetti anche complessi. Nel suo quadro La Trahison des images ci mette di fronte ad un vero e proprio paradosso e ci induce a riflettere su quanto la società solitamente guarda le cose in … Leggi tutto Il paradosso di René Magritte

Spazio e tempo nell’arte – dal Cubismo al Surrealismo

Spazio e tempo: due elementi di importanza fondamentale nella nostra quotidianità che furono oggetto di studio all'inizio del secolo scorso. Fino a quel periodo, infatti, erano considerate due entità separate ed immutabili e si pensava che fosse possibile dare una descrizione oggettiva di ciò che ci circondava senza tenere conto del punto di vista dell'osservatore, quindi tutto era fissato al di là di chi lo osservava e da come lo si osservava...

“Dobbiamo sorprendere chiunque, sempre” – Salvador Dalì

Salvador Dalí nacque l'11 maggio 1904, in Spagna, precisamente nel piccolo villaggio agricolo di Figueres. Sin da piccolo Dalí fu stimolato a praticare la sua arte e a svilupparla studiando all'accademia di Madrid. Quando nel 1920, si recò a Parigi e cominciò ad interagire con altri pittori come Picasso, Magritte e Mirò, fu indotto al surrealismo. Con la moglie Gala visse i suoi anni nella casa costruita vicino a Port Lligat. Morì a Figueres nel 1989.

Dalì fu un personaggio veramente fuori dagli schemi, eccentrico ed egocentrico: fu espulso per un cattivo comportamento dall’Accademia di Belle Arti di Madrid; fu arrestato per tendenze anarchiche e lasciato in carcere per 35 giorni; creava situazioni assurde, indossava abiti stravaganti; fu accusato dal Gruppo Surrealista di essere una persona avida e sostenitore di Hitler, anche se Dalì considerò sempre l’arte separata dalla politica...

René Magritte, trasformare la realtà in mistero

“La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.”
René Magritte

René Magritte, dietro la sua apparente normalità, celava un'infinita capacità di trasformare la realtà in mistero, spingendo l'osservatore stupito ad osservare il mondo attraverso occhi diversi, ad andare oltre l'apparenza. Cascava veramente a pennello il soprannome con il quale era conosciuto per la sua capacità di insinuare dubbi nella realtà: "le saboteur tranquille"...

Il Surrealismo della Maison Schiaparelli

Proprio dove Elsa Sciaparelli iniziò la sua carriera, a Place Vendôme, il direttore creativo Bertrand Guyon presenta la collezione Haute Couture primavera/estate della Maison Schiaparelli.

L'atelier è da pochissimo rientrato nel circolo della Haute Couture, solo dal 16 Dicembre scorso la commissione del Ministero delle Industrie Francesi ha reinserito la Maison Schiaparelli, che quest'anno festeggia i suoi 90 anni.

La collezione presentata rispecchia i punti fermi dello stile di Elsa Schiaparelli: cuori, segni zodiacali, aragoste, serrature e lucchetti si posano su mantelle e tailleur semplici ed essenziali.

Sete dipinte, dove spicca il rosa fucsia, tanto caro ad Elsa, tanti abiti mono-spalla e camice impreziosite da fiocchi tono su tono o contrastanti, un trionfo del surrelaismo.

Nella sua biografia Shocking Life, Elsa Sciaparelli ha scritto: “Quanto più il corpo è rispettato, meglio l’abito acquista vitalità“, certo non sempre le sue creazioni sono semplici da indossare con disinvoltura.