Un eroe vagabondo

Quando ero bambino (parecchi Natali or sono, ahimè), avevo imparato ad associare il periodo natalizio alle disavventure, divertenti e drammatiche a un tempo, di un “eroe” tutt’altro che spavaldo, tutt’altro che sicuro di sé, tutt’altro che vincente…… Read More Un eroe vagabondo

Tanti auguri BB!

D’accordo: non si dovrebbe rivelare l’età di una signora…; questa, almeno, sarebbe la regola.
Ma se la signora in questione è anche una “leggenda”, forse ci si può appellare a un’eccezione…
Brigitte Bardot, icona del Cinema Mondiale, ha appena spento la sua ottantacinquesima candelina…… Read More Tanti auguri BB!

Alex Zanardi entusiasmo in ogni impresa

Il 15 settembre del 2001, a 100 chilometri da Berlino, per Alex Zanardi la vita si trasformava. In quel pomeriggio, in agguato, c’era quella pagina di destino che è in grado di cambiare la vita per sempre.
A una manciata di giri dal termine, Zanardi e Tagliani si scontrano in un terribile incidente, Zanardi perde il controllo della sua vettura che viene investita in modo perfettamente perpendicolare da quella sulla quale viaggiava Tagliani. Oltre a tagliare di netto in due la Reynard Honda di Alex, anche i suoi arti inferiori venivano recisi. Fu necessaria l’amputazione di entrambe le gambe e seguirono giorni difficilissimi, durante i quali Zanardi lottò appeso ad esili speranze.
Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.
Questa frase riassume il carattere entusiasta dell’ex pilota, che spinto da una forza di volontà di ferro, ha ricominciato un difficile recupero, adattandosi alle protesi, senza mai perdere il sorriso.

Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio.
Alex Zanardi, uomo dall’animo nobile e gentile, non ha mai mollato, con determinazione e tanta voglia di vivere, ha continuato a dispensare insegnamenti di vita, diventando un vero punto di riferimento per molti.
Da qualche anno, oltre a condurre per Rai Tre la trasmissione “E se domani”, Alex si dedica alla disciplina handbike, con la quale è stato recentemente protagonista alla Paralimpiadi di Rio, dove ha conquistato due ori ed un argento, dimostrando al mondo che con l’entusiasmo e la forza di volontà si può arrivare ovunque.
Grazie Alex, grande esempio di ottimismo e maestro di vita!
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Oriana Fallaci

Cara inarrivabile Oriana, che a tutti coloro che ti chiedevano la nazionalità, rispondevi: fiorentina, che dirti se non…grazie di tutto?
Ricorre oggi il decimo anniversario della morte di Oriana Fallaci. Era nata a Firenze nel ’29, in una famiglia non particolarmente agiata e nella quale ha respirato da subito la passione per i libri e…molta antipatia per il fascismo.

Così, a soli 14 anni, si trova già in prima linea nella Resistenza partigiana e, in prima linea, rimarrà sempre, raggiungendo fama mondiale nel giornalismo internazionale.

Oriana nutriva uno spiccato rifiuto per la guerra e coltivava l’amore per la letteratura.

Queste due cose unite fecero di lei una giornalista/scrittrice sempre in prima linea.

Nel 1967 chiese ed ottenne di essere inviata in Vietnam per seguire da vicino il conflitto e qui provò sulla propria pelle: l’odio tra i soldati, la paura della morte e la violenza disumana.

Da quel momento la Fallaci fu testimone di moltissimi fatti internazionali ed intervistò i personaggi più potenti della terra. Per lei nessuno era inarrivabile, spinta da una formidabile determinazione, niente sembrava esserle impossibile.

Possedeva una tecnica per condurre le interviste tale, che le permetteva di insinuarsi sempre di più nel meccanismo del potere, per lei tanto affascinante quanto ripugnante.

Il suo massimo successo giunse negli anni ’70 con la pubblicazione di due libri autobiografici: Lettera ad un bambino mai nato e Un uomo.

Entrambi si ispirano al suo grande amore per Alexandros Panagulis (leader della Resistenza greca alla dittatura dei Colonnelli).

Nel 1977 ricevette la laurea honoris causa in Letteratura dal Columbia College di Chicago.

La luminosità di questo personaggio, che resta un faro di riferimento per le generazioni future, si scontra con la miopia di certe amministrazioni comunali, come quella della piccola città italiana di Cremona che, recentemente, ha creato un caso rifiutandosi di dedicare una piazza a questo che, discussione a parte, resterà sempre uno dei protagonisti italiani della cultura del XX secolo.

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Il Ferragosto con Braccialini è davvero colorato

Siamo a Firenze la città rinomata non solo per il suo patrimonio culturale, ma anche per quello artigianale: praticamente culla della pelletteria di alta qualità.

Proprio qui, nel 1954, Carla e Roberto Braccialini (marito e moglie) decidono di dare vita ad un laboratorio che si occupi di realizzare borse particolari ed innovative che uniscano la lavorazione della pelle e della paglia, due tradizioni antichissime.

Le difficoltà non mancano mai ed anche Carla e Roberto devono fronteggiarne, una fra tutte: l’alluvione del 1966 che distrugge il loro laboratorio sul Lungarno mettendo a dura prova la loro tenacia e determinazione. Nonostante tutto l’Azienda va avanti e nel 1976, quando Roberto scompare prematuramente, Carla prende le redini dell’azienda e prosegue con la produzione di borse ed accessori che si distinguono per originalità e giocosità dei suoi modelli.

Oggi l’Azienda conta più di trentanovemila borse, un numero spropositato che ha reso famoso il marchio in tutto il mondo e non vi è donna con non abbia almeno una volta un desiderio Braccialini. Ora Carla è affiancata dai tre figli che sono entrati in azienda ed ai quali ha lasciato il passo, pur seguendo sempre molto da vicino la creazione di tutte le collezioni.

Carla Braccialini rappresenta nella moda italiana una figura di spicco del mondo degli accessori moda per creatività ed innovazione ed in occasione del compimento dei 60 anni di attività (2014), attraverso la penna di Fabiana Giacomotti, ha raccontato la storia di com’è nata e si è sviluppata l’idea di creare borse anticonformiste e che, ovviamente, si sono subito distinte nel panorama della moda, contribuendo ad accrescere il valore del Made in Italy. E’ nato così il libro Braccialini. Le borse delle meraviglie.

Come troviamo scritto sul sito ufficiale dell’Azienda, Braccialini da sessant’anni è al fianco delle donne ed ha accompagnato le tappe più importanti dello stile e del cambiamento.

Infine una curiosità, Braccialini è anche un’azienda ecosostenibile, infatti utilizza all’interno della nuova sede di Scandicci: energia eolica.… Read More Il Ferragosto con Braccialini è davvero colorato

Addio Contessa fiera e sorridente

Muore a Milano Marta Marzotto, icona di stile.

Non sempre è necessario essere bellissime ed avere un fisico strepitoso, a volte è sufficiente avere stile, intelligenza e coraggio.

Marta Marzotto aveva origini umili, le vicende della vita e la sua indole le hanno poi permesso di diventare una delle donne più ricche di personalità della sua epoca.

Una donna vulcanica che seppe ispirare artisti, pittori e scrittori e che amava definirsi così: “Nella mia vita ho agito solo per istinto, per seguire la mia voglia di tutto e subito”.

Donna ricca di fantasia e talento amava creare accessori e abiti coloratissimi e particolari che volevano accompagnare le donne in un mondo senza tristezza e senza fatica.
Particolarmente generosa sostenne la Fondazione per la Ricerca della Fibrosi Cistica onlus.

Mi piace ricordarla così, sorridente e fiera!!!
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